venerdì 1 giugno 2012

TOPONOMASTICA: VIA ALBANA


Foto Donato Trepiccione












Marco Tullio Cicerone e Valeria Massimo accennano ad una "Via Albana pulcherrima" ed il Vecchioni riferisce di un antico strumento del monastero dei Guglielmiti in Capua datato 1213, ove parlandosi del campo vicino le Carceri Vecchie  vien scritto "In Campo Albano qui Vulgo ad Carceres in pertinentis Casalis S. Prisci".

E al proposito si osserva, che il
consiglio comunale nel 1871 richiamandosi ad una romanità finita da quasi 16 secoli saccheggiò la soffitta della disusata e fantasticata toponomastica. 

Per un mal senso di positivo campanilismo, in opposizione alla vicina Capua la quale con le sue componenti longobarde, normanne, angioine, durazzesche ecc. deteneva lo scettro di "Agri Campani Regina", si pasticciò e si distrusse quel poco di cultura locale che era venuta fuori negli ultimi trecento anni.




da :"Na  'Nzalata  'e Chiazze,
           Cupe,Vie e Venelle
        'e Santamaria 'e Capua"
                Fulvio Palmieri

giovedì 31 maggio 2012

TOPONOMASTICA: L'ACQUALONGA 'E MACERATA


È la zona che giace a sud-est di Santamaria 'e Capua tra S. Andrea ri Lagni e la cappella
della Madonna delle Grazie di Macerata.


 L'attraversano tre strade: l'Acqualonga 'e Sampascale ri quatte Vie,  l'Acqualonga ru fuosso malutiempo a sinistra della Cappella 'e Braccio e che ora vien chiamata Via Cesare Battisti e l'altra che inizia da Areto a Siata 'e S. Andrea ri Lagni (Via Merano) e si
intitola Via Bolzano; tutte confluenti alla cappella suddetta.


Si tenga presente che da brevissimo tempo il tratto accanto alla cappella della Madonna delle Grazie è stato soppresso o meglio è stato deviato sulla destra.


Viene dal basso latino "aqua longa" e significa luogo malsano anche se fertile: le cosiddette parule caratterizzate da pozzi con il bilanciere a mano (a 'ntella) come se ne vedono tuttora lungo le sponde del Nilo e che nel nostro territorio son durati fino agli anni '50.










da :"Na  'Nzalata  'e Chiazze,
           Cupe,Vie e Venelle
        'e Santamaria 'e Capua"
                Fulvio Palmieri


mercoledì 30 maggio 2012

Cassazione: illegittimo il licenziamento per troppe assenze se la contestazione è tardiva.



E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 1062 del 25 gennaio 2012, ha rigettato il
Ricorso proposto da un'azienda

 ­‐ che aveva licenziato una propria dipendente per ripetute 
assenze in Giorni successivi a festività o ferie e recidiva -­

avverso la decisione della Corte d'Appello la quale aveva Ritenuto la recidiva erroneamente contestata alla lavoratrice, tenuto conto del principio, consolidato nella giurisprudenza, alla cui stregua, il datore di lavoro, una volta esercitato validamente il potere disciplinare
nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti costituenti infrazioni disciplinari,
non può esercitare una seconda volta, per quegli stessi fatti, il detto potere ormai consumato, essendogli
consentito soltanto, a norma dell'ultimo comma dell'art. 7 della legge 20 maggio 1970 n. 300, di tenere conto della sanzione eventualmente applicata, entro il biennio. 

I Giudici di legittimità precisano, richiamando precedenti decisioni, che in difetto di contestazione di una nuova infrazione il datore di lavoro non può riesaminare in sede disciplinare le precedenti mancanze, già colpite ciascuna da sanzioni di tipo conservativo, per applicare per quelle stesse infrazioni, sia pure unitariamente considerate, una
più grave sanzione di carattere espulsivo. 

La contestazione della recidiva per precedenti comportamenti già puniti con una sanzione disciplinare, in assenza di un'autonoma infrazione attualmente sanzionabile, non vale a legittimare il recesso del datore di lavoro.